Ciaspolata con la lince: L’attesa del ritorno
Ciaspolata con la lince: un’esperienza unica per chi ama la natura e desidera conoscere uno degli animali più affascinanti delle Alpi. La lince, un tempo chiamata anche “lupo cerviero”, è oggi uno dei grandi carnivori più difficili da avvistare in Italia. Vive nascosta, si muove in silenzio, da sola, tra i boschi e le montagne, alla ricerca di prede. Caratterizzata da orecchie con ciuffi di peli, coda corta e mantello maculato, non si può confondere con altri felini, nemmeno con il più comune gatto selvatico.
Segni discreti ma significativi
Trovare le tracce della lince non è semplice. I suoi segni sul terreno sono spesso poco evidenti e richiedono occhio esperto. Tuttavia, riconoscerli è possibile e rappresenta una delle attività più coinvolgenti di una ciaspolata con la lince. Questo grande felino è un predatore perfetto: caccia solo ciò che riesce a prendere da solo e si nutre esclusivamente delle sue prede. In passato, la lince è scomparsa quasi del tutto dalle Alpi, soprattutto a causa della caccia. La sua pelliccia veniva venduta, e spesso era vista come minaccia per allevatori e cacciatori.
Un ruolo importante nell’ecosistema alpino
Come il lupo e l’orso, anche la lince segue le leggi della natura. Caccia per sopravvivere, vive per riprodursi e mantiene l’equilibrio tra predatori e prede. Rispettarla significa anche comprendere il suo ruolo nell’ambiente alpino. Osservarla da lontano, senza disturbare, è un atto di consapevolezza e di rispetto.
La Valle d’Aosta come luogo di ritorno
Oggi, la Valle d’Aosta rappresenta un’area strategica per il ritorno della lince nelle Alpi. Proveniente da aree storiche della Svizzera e della Francia, la lince si sta riaffacciando su questi territori. Durante la ciaspolata con la lince, scoprirai i segni del suo passaggio, capirai come viene monitorata e cosa stanno facendo i ricercatori per favorire la sua presenza. Cammineremo con discrezione tra i boschi innevati, entrando nel suo mondo senza invaderlo. Un modo per conoscere meglio un animale raro e proteggere il suo ritorno nella nostra biodiversità alpina.